Costeggiando il perimetro dell’ITAS GiuseppeGaribaldi dalla parte di via di Vigna Murata, superato il cancello d’ingressoal civico 571/ 573, poco prima dell’incrocio con via di Grotte d’Arcaccio , sulla collinetta prospiciente, da circa 10 mesi si erge la nuova serra fotovoltaica della Cooperativa Sociale Integrata Agricola Giuseppe Garibaldi.
Più correttamente possiamo dire: da circa 10mesi si erge la nuova serra fotovoltaica frutto della coprogettazione e collaborazione tra la Fondazione Charlemagne Onlus e la Coop. Garibaldi ed oggi patrimonio pubblico in dotazione agli studenti dell’ITA Giuseppe Garibaldi, degli Istituti De Pinedo, Peano e Primo Levi, dei cittadini dell’VIII Municipio, Panel di ricerca della Facoltà di Medicina e Psicologia della “Sapienza” – Dipartimento dei Processi di Sviluppo e Socializzazione e dell’Istituto Superiore di Sanità.
Terminata nel mese di dicembre 2016 lacostruzione della Serra, in coerenza con il progetto presentato da Fondazione Charlemagne onlus, abbiamo avuto modo di verificare con il Supervisor del progetto gli esiti positivi sui singoli quadri clinici dei ragazzi impegnati in Serra. Non trascurabile poi è stato l’effetto sul “businessplan” aziendale, la serra fotovoltaica ha prodotto da subito nel primo semestre 2017 un abbattimento della Bolletta energetica del 50%e unrisparmio del 60% sull’acquisto in vivaio di semi e piantine. Non era dato per scontato il poter dimostrare in un tempo così breve gli effetti straordinari dell’impianto della serra sullanostra piccola comunità.
Un lavoro per quanto semplice e per quanto ripetitivo è un“lavoro”. Trasformare i punti di debolezza della sindrome autistica (interesse ristretto, comportamenti ripetitivi, deficit della comunicazione verbale) in punti di forz adell’azione aziendale è stata la nostra scommessa, riuscita.
Quando il nascere e crescere di una piantina muove le parti più profonde del nostro “essere emotivo” quello spazio intimo diventa spazio della comunicazione e della interazione con l’altro (operatore, studentedella scuoladi agraria, ortolanodel quartiere, etc) che sta vivendo con te la stessa emozione.
IL MIRACOLO DELSEME
Quando inserire il semein un vasetto, gesto stereotipato, determina il nascere e crescere di unapiantina e nello stesso tempo il nasceree crescere di una emozione ecco compiuto il miracolo. Stiamo operando una trasformazione nel fragile codice comunicativo dell’autismo. Una ragazza, un ragazzo con autismo severo può vivere un emozione ma non può raccontarcela, non può descrivercela, non ha luoghi di condivisione e confronto, è solo con la suasindrome. Quel sem ee quellapiantina diventano il suo codice relazionale; quel seme, quella piantinalo costringono a guardare l’altro negli occhi perché troppo fortela spinta emotiva, più forte della gabbia nella quale è costretto.
Il miracolo si compie in un attimo e l’attimo dopo l’autismo è ancora li con la sua forza devastante. Il miracolo del seme però è un miracolo ostinato, si ripete, segue il ciclo circadiano della vita. Il miracolo del seme nella serra ha già iniziato adarei suoi “frutti”.
MAURIZIO FERRARO (Predisente della Cooperativa Garibaldi)
Di seguito le immagini dell’inaugurazione della serra della Cooperativa Sociale Garibaldi.