Venerdì 30 gennaio 2026
Da questa immagine, così scenografica e invitante, voglio partire per raccontare l’Angolo delle Chiacchiere di questo venerdì di gennaio. Un’immagine che parla da sola, ma che in realtà racchiude molto più di un dolce: racchiude un’intera mattinata di incontri, pensieri, mani che lavorano, parole che uniscono.
Dopo il mondo delle orchidee, come ci avevi promesso, caro Fabrizio, hai di nuovo incantato i nostri palati e i nostri occhi. Questa non è una torta qualunque: è un tripudio di colori, di frutta fresca, di crema vellutata e di bontà vera. Una di quelle cose che, appena la guardi, ti fanno venir voglia di essere lì, seduto a tavola, insieme agli altri.
E sì, lo diciamo senza esitazione: Bravo con lode!
Noi ortolani lo sappiamo già, questo è uno dei tuoi cavalli di battaglia… e non vediamo l’ora di vivere la prossima avventura gastronomica.
L’Angolo delle Chiacchiere, ormai, non è più solo un momento di incontro: sta diventando uno spazio vivo, speciale, sempre più ricco. Questa mattina eravamo in tanti e, tra i volti ormai familiari, anche tre nuove presenze esterne, curiose e coraggiose, che hanno scelto di condividere con noi quel tempo lento e prezioso. Due ore volate via tra ascolto, racconti e sorrisi.
Entrando nella sala che avrebbe ospitato il nostro incontro, siamo stati subito catturati da un grande “pentolone” che borbottava piano. Andrea lo aveva allestito sul tavolo: un macchinario affascinante, impegnato nella preparazione di un prodotto biodinamico destinato ai terreni, per nutrire il suolo e stimolare la crescita delle piante.
È proprio qui che si vede l’anima della Cooperativa Garibaldi: agricoltura biologica e biodinamica che dialogano, si incontrano, si completano. Una scelta di sostenibilità vera, che guarda al presente senza togliere nulla al futuro, rispettando la natura, le persone e i loro equilibri.
Tutti noi abbiamo ritrovato l’entusiasmo della raccolta, la bellezza di riconoscere anche la fatica dietro ciò che arriva in tavola. Raccogliere ortaggi cresciuti sotto i nostri occhi, offrirli, donarli, sapere che sono sani e genuini… è una gioia che va oltre il gesto.
E poi l’Ape che gira, instancabile, che porta questi prodotti nei Municipi VIII e IX, tra la gente. L’attività è cresciuta, si è fatta solida, riconoscibile. “L’autismo e le piante, l’autismo e le porte”: qualcuno lo ha detto così, e non poteva esserci definizione più vera.
Un messaggio arrivato da una cliente ha fatto vibrare la sala: parole di stima, di ammirazione, di gratitudine per l’eccellenza delle verdure acquistate. Quando Maurizio lo ha letto ad alta voce, sentire dire che “i ragazzi sono fantastici”ci ha emozionato tutti. E sì, abbiamo applaudito.
Le chiacchiere sono continuate. Nonno Pas ci ha invitati a guardare il mondo con occhi più benevoli, più attenti. Vediamo tanto, forse troppo, ma spesso non guardiamo davvero. Oggi possiamo osservare terre lontane, cieli infiniti, guerre e meraviglie… ma poi dimentichiamo ciò che è vicino. Guardare con il cuore, invece, ci apre, ci arricchisce, ci permette di incontrare davvero l’altro.
Dal racconto di Salvatore è emersa una riflessione profonda: come una pianta cresce meglio accanto a un’altra, così anche noi troviamo serenità crescendo insieme. Nel suo orto sinergico – che Nonno Pas ha definito filosofico – la diversità diventa risorsa, non ostacolo.
Ed è qui, alla Garibaldi, che impariamo a conoscere noi stessi conoscendo gli altri.
Un ospite speciale ha onorato le nostre chiacchiere: Adriano, giovane avvocato, presidente di una Fondazione attiva nel territorio di Fregene, esperto di tutela giuridica e patrimonio immobiliare. È tornato a trovarci con occhi sempre più curiosi e affascinati, riconoscendo nella Garibaldi una realtà unica, mai incontrata prima. Le sue parole semplici, il suo entusiasmo sincero, ci hanno resi orgogliosi di raccontare ciò che siamo e ciò che facciamo.
“Piantiamo un seme, trapiantiamo, e poi aspettiamo con fiducia.”
Benvenuto Adriano, la tua competenza sarà preziosa.
Maurizio ha chiuso l’incontro ricordandoci che ciò che ci unisce è la terra. Un progetto concreto, fatto di lavoro, ascolto, comprensione e piccole attenzioni quotidiane. Non è facile, non lo è mai stato. Ci sono difficoltà economiche, gestionali, di equilibrio. Ma il coraggio di andare avanti ha sempre prevalso, per il bene dei ragazzi e delle loro famiglie.
E poi torniamo all’immagine iniziale.
Quella crostata.
Pasta frolla morbida, crema perfetta, fragole rosse, kiwi verdi, ananas e banane gialle, more e mirtilli blu, mandarini arancioni. Ogni frutto con il suo colore, la sua forma, il suo sapore. Diversi, ma tutti insieme creano qualcosa di unico, bellissimo e buono per tutti.
Ecco, la Cooperativa Garibaldi è proprio così.
Alle 12.55 in punto arriva Francesco: “Scusate… tra poco si mangia!”
Un sorriso, una tavolata, ancora chiacchiere. E usciamo con la primavera nel cuore, anche se è gennaio. Il sole illumina la mimosa vicino alla Casa dei Bachi, e quel rametto giallo – dono tradizionale – ci accompagna via sereni.
Spero di non avervi annoiato.
Un abbraccio grande a tutti, alla prossima.
Lella 🌼
